30 aprile 2013

MIKA: la prima intervista per X Factor Italia

Come vi avevamo annunciato, oggi pomeriggio abbiamo fatto una chiacchierata con il nostro primo giudice Mika, per conoscerlo meglio e farci raccontare i suoi sentimenti e aspettative sull’importante ruolo che andrà a ricoprire a partire dalle prossime settimane all’interno del nostro talent show. Vi abbiamo esortato a inviarci le vostre domande per Mika, che abbiamo molto volentieri unito alle nostre per rendere l’intervista che andrete a leggere ancora più interessante. Ecco com’è andata…

Ciao Mika, andiamo subito al sodo: cosa ti ha spinto ad accettare la proposta di diventare giudice di X Factor Italia? E perché proprio l’Italia?
Ho vissuto la scelta di partecipare a X Factor come una prova, prima di tutto quella di imparare una nuova lingua, ma soprattutto per provare a fare qualcosa di diverso, qualcosa che avrei voluto sempre fare. E poi quando mi hanno chiesto se avrei parlato italiano, ho risposto che l'avrei volentieri imparato. E credo che questo sia un elemento di sorpresa che ha reso Sky entusiasta di avermi scelto. Sarà un’avventura! E poi perché credo che l’idea del talent show sia molto italiana. Per esempio il Festival di Sanremo esiste dagli anni Cinquanta e in Italia è una manifestazione molto importante. Insomma, la mia decisione è stata presa per tutta questa serie di motivazioni.

A proposito di Italia, come sta andando l’apprendimento della nostra lingua?
Va molto bene. Ogni giorno ho due ore di lezione e ho preso un insegnante di italiano che in questi mesi verrà con me in giro per il mondo durante tutte le date del mio tour. So parlare francese e spagnolo. So che questo mi aiuterà nell’apprendimento dell’italiano, ma non voglio fare confusione con le lingue quando mi troverò davanti alle telecamere!

Proiettiamoci già nel tuo ruolo di giudice di X Factor: quali caratteristiche dovrà avere un cantante per convincerti ed essere scelto da te?
Prima di tutto deve avere qualcosa che mi riveli la sua personalità e la sua vita, ma soprattutto deve avere delle doti che nessuno abbia mai visto prima, e deve essere puro. Che è un po’ quello che è successo quando ho sentito per la prima volta cantare Chiara. Ero così sorpreso che fosse riuscita ad arrivare in finale, perché la sua voce non era affatto artificiosa, non era una di quelle voci di chi ama mettersi in mostra e avevo molto apprezzato queste sue doti. Insomma, credo siano queste le qualità più importanti: non deve essere per forza perfetto o che faccia troppe acrobazie vocali, ma deve suscitare sensazioni che non avevi mai sentito prima.

Come sai, i nostri cantanti si dovranno confrontare con hit sia del panorama italiano sia internazionale. Conosci la nostra musica? Quali sono i tuoi artisti italiani preferiti?
Sto ascoltando molta musica italiana in questi giorni. Sono cresciuto con la musica di musicisti italiani come Paolo Conte e Mina, mia madre li ascoltava spesso negli anni 70. Ultimamente sto ascoltando tantissimo la canzone di Antonio Maggio, la chiamo la Canzone poroporop-pò-po’, perché non mi ricordo il titolo, poi mi piace Tiziano Ferro, amo molto le sue canzoni.

Pensi che questa esperienza come giudice, possa cambiare il tuo modo di fare musica?
Sin dall’inizio la mia musica è sempre stata pura e per lei ho sempre corso molti rischi. Ma ciò che mi ha sempre guidato, la cosa che è sempre stata un punto fermo della mia carriera, è fare musica pura, cioè musica di cui vado fiero e per la quale sarò fiero anche negli anni a venire. Quando scrivo dei pezzi, come è successo per esempio con alcune canzoni del mio ultimo album, tipo Make you happy o Origin of love, non ho voluto pensare alle vendite, bensì a fare qualcosa di puro, di bello, qualcosa che mi rendesse artisticamente orgoglioso. Ed è questo stesso spirito a guidarmi adesso in questo inedito ruolo di giudice di X Factor.

Quale squadra ti piacerebbe capitanare a X Factor?
(Ride) Vorrei saperlo già, continuo a chiedere che squadra mi assegneranno, ma nessuno vuole dirmi niente! Comunque mi piacerebbe molto lavorare con le ragazze, ma qualunque squadra mi daranno, darò il meglio. Non è importante l’eta, credo che mi troverei meglio con le ragazze, ma la cosa che realmente mi interessa è lavorare con dei bravi cantanti, maschi o femmine che siano. Questa sarà la mia priorità.

Molti nostri lettori ci chiedono se tu e Chiara farete mai un altro duetto insieme.
A me piacerebbe tantissimo, ma in realtà dovrebbero mettersi d’accordo le nostre due etichette discografiche. Quando ci riusciranno, io e Chiara potremmo fare cose davvero incredibili insieme!

Grazie mille, Mika. È stato un piacere parlare con te e ci vediamo alle audizioni!
A presto! Ciao!!!

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