01 settembre 2013

Fabio

  CARTA D’IDENTITÀ Nome: Fabio Santini Data e luogo di nascita: 21/09/1986 a Carpi Anni: 27 Altezza: 180 Peso: intorno ai 100 kg Occhi: Marroni Capelli: Castano chiaro Segni particolari: La storia della mia musica tatuata sulle mie braccia Animali domestici: Woody, un cane meraviglioso Segno zodiacale: Vergine CURIOSITÀ Cosa fai nel tempo libero? Nonostante il tempo libero sia veramente poco, suono in continuazione, passo momenti meravigliosi con la mia fidanzata, la Bea (da noi si dice morosa), mi piace molto anche il cinema (anche se trovo che ultimamente le idee siano alquanto scarse), ogni tanto (raramente) gioco a Poker; ultimo ma non ultimo, nel tempo libero gin tonic. Segui la moda o non te ne frega niente? Seguo la mia moda, sì. La moda momentanea la trovo noiosa, proprio come idea. Cosa ti diverte? Parlare con le persone penso sia il divertimento più grande, rapportarsi con loro (ovviamente sto escludendo il palcoscenico poiché credo sia scontato menzionarlo). Qual è il tuo rapporto con il web? Non ho nessun sito, e non l’ho mai avuto. Uso Facebook dove spesso pubblicizzo gli eventi a cui partecipo, ogni tanto condivido qualche canzone più o meno interessante e, sempre ogni tanto, regalo qualche parola letta in giro da qualche parte oppure partorita. Cosa non sopporti? Non sopporto l’arroganza, chi mi parla senza guardarmi negli occhi, non mi piace neanche sentire un cantante che stona (ma questa è un’altra storia). Non sopporto la saccenza, la superiorità, ma soprattutto non sopporto la mancanza di ironia. Ecco, non sopporto chi non sa ridere. Mi disturba tanto anche l’invidia, ecco, anzi ri-ecco. Sogni nel cassetto? Da quando ho memoria il mio sogno è sempre stato quello di regalare un sorriso alle persone con la mia musica, di lasciare loro qualcosa. Ovviamente più persone riesco a raggiungere più sono felice. Sei innamorato? Sono innamoratissimo della Bea, da tre anni e mezzo riempie le mie giornate. Sono innamoratissimo di mia nonna Mery e di mia mamma, la Sonia. Da qualche mese, poi, di Woody un cagnolino. Il tuo colore preferito? Il nero. Sei superstizioso? Hai portafortuna o riti scaramantici? Assolutamente non superstizioso, ho però un portafortuna che sono 3 fiche da poker che porto sempre nella mia tasca posteriore destra. Il tuo luogo preferito? Londra e le colline senesi. Una frase, una canzone, un libro, un film che ti accompagna o che ti rappresenta: Così, di getto, mi viene da citare il meraviglioso film con Sean Penn I Am Sam, un capolavoro. Racchiude tutto: l’amore puro, i Beatles, le risate, la gioia, il dolore e l’amore per la vita, la felicità. “I tuoi sogni devono sempre volare alto, Lucy”, diceva il protagonista. Non posso non citare Into The Wild, una poesia. Per quello che riguarda le canzoni sicuramente Costruire di Niccolò Fabi: “Costruire è sapere e potere rinunciare alla perfezione.” Un tuo personalissimo slogan: “Se abbiamo due orecchie ed una bocca, vorrà dire che dobbiamo ascoltare il doppio e parlare la metà.” Detto questo, un gin tonic, grazie. IDENTIKIT MUSICALE A che età hai cominciato a cantare? Mi dicono che ho iniziato a 3 anni nei corridoi dell’ospedale dopo l’intervento alle adenoidi, ma su un palco la mia prima volta è stata a 7 anni, mentre con una band a 11 anni. Raccontaci brevemente le tue esperienze musicali prima di X Factor Ho formato il mio primo “complesso” a undici anni. Io cantavo senza suonare niente, facevamo un repertorio abbastanza interessante, credo, partendo dai The Doors, passando per Jimi Henrix, sorvolando anche i Led Zeppelin; siamo stati insieme per sei anni poi ognuno ha preso la sua strada. Poi ho trovato un’altra band durata quattro anni. Facevamo un repertorio incentrato soprattutto sul rock anni ‘80, la situazione però non la sentivo proprio ottimale, né come vocalità né tantomeno come ambiente. Nel 2007 ho finalmente trovato la mia prima vera dimensione musicale fondando BigBossMan & HisTrio, quartetto Rock’a’billy con il quale ho girato tutta l’Italia e ho fatto qualche giretto in Europa. Suonavo la chitarra acustica ed ovviamente cantavo. Abbiamo suonato assieme fino al 2011, anno in cui mi sono stancato di avere un band “monotematica” e ho iniziato la collaborazione con Massimiliano Frignani con cui ho costruito un repertorio talmente vario che ci permette di dilungarci in serate che a volte durano anche cinque ore… Spesso siamo accompagnati da basso (Alex Class), batteria (Lele Borghi – Luca Manicardi), tastiere (Gianluca Tagliavini) e una sezione fiati.  Non è una band ma una grande famiglia che ho deciso di chiamare The Stomps, in onore di un amico che purtroppo non è più con noi. Detto questo, dal 2011 giro l’Italia insieme a questi amici. Ogni tanto non disdegno un live intimo che decido di portare avanti in solitaria, io la mia chitarra e la mia voce, ad occhi chiusi. Suoni qualche strumento? Quale? Suono la chitarra, sono mancino e preferisco l’acustica all’elettrica, mi sento più amalgamato con la mia voce. C’è qualcuno che non ha mai smesso di credere in te? Sicuramente, in tutta la mia vita, mia mamma Sonia e mia nonna Mery. Un concerto per te memorabile: Senza ombra di dubbio Paul McCartney a Bologna nel 2011. Mi sono rimasti nel cuore anche Paolo Conte (visto a teatro), Niccolò Fabi e Jack Johnson. Cosa faresti pur di affermarti nel mondo della musica? Be', quello che faccio da venti anni a questa parte: canterei, girerei il mondo, dormirei tre ore a notte. Non venderei un rene siccome mi serve, ecco. Cosa ti piacerebbe si dicesse di te come artista? Mi piacerebbe che si dicesse che prima di tutto arriva il cuore con cui faccio musica. Credo che la cosa più importante per un musicista sia emozionare, lasciare un nostro piccolo segno in ogni persona che ci ascolta. Non ha molta importanza per me essere etichettato come “il virtuoso”, preferisco essere etichettato come “il comunicatore”… non so se rendo l’idea. Cavalli di battaglia: Stuck In A Moment degli U2 e Buonasera Signorina di Fred Buscaglione. Canzone portata al provino: Che Cos’è L’Amor di Vinicio Capossela. Il voto che ti dai come cantante: Sono sempre domande strane a mi è già capitato di dover rispondere. Oggi a mente lucida dico 9, a volte 10 ma preferisco poi tornare al 9, siccome ogni giorno mi piace imparare qualcosa dalla vita e dalla musica. Penso sia necessario non affogare nell’umiltà né tantomeno soffocare nell’ego. Le cinque canzoni più importanti della tua vita: 1) Maybe I’m Amazed - Paul McCartney & Wings 2) Attesa e Inaspettata - Niccolò Fabi 3) Brand New Start - Paul Weller 4) She’s Leaving Home - The Beatles 5) Potato Head Blues - Louis Armstrong